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Medievalia” 2010

Castel San Vincenzo, 18 luglio 2010
 

Conferenza 1.1.2010: "L'alta valle del Volturno nel Medioevo" [Domenico Caiazza]

L'alta valle del Volturno nel Medioevo L'alta valle del Volturno e l'area delle sue sorgenti sono un crocevia della storia politica militare e spirituale. Centri fortificati sannitici testimoniano la sua valenza strategia confermata in età bizantina e altomedievale quando fu rioccupata e fortificata l'area di un insediamento sannitico. Anche questo fu distrutto probabilmente dai Longobardi ma poi fu ripopolato da questi con genti nuove e poi da una città di signoria monastica di livello europeo. Luogo simbolo del medioevo, insigne per natura, archeologia, storia, ma praticamente sconosciuto al grande pubblico.

   
   
Visita guidata 1.2.2010: "L'Abbazia di San Vincenzo al Volturno" [Franco Valente]
Abbazia di San Vincenzo al Volturno (link esterno) di Franco Valente
   
   
Concerto 1.3.2010: "Percorsi nella musica sacra: Il Laudario di Cortona" animazione della liturgia domenicale della Messa con canti medievali in costume [Gruppo Vocale e Strumentale "Ave Gratia Plena"]
Il cosiddetto “Laudario di Cortona” è senza dubbio la più importante fonte della musica medievale italiana di ispirazione religiosa, peraltro è la più antica in lingua italiana volgare. Il contenuto è datato all’ultimo quarto del XIII secolo e con il codice parallelo (il cosiddetto “Laudario Magliabechiano 18” della Bibl. Nazionale di Firenze) raccoglie complessivamente 44 brani completi di notazione musicale quadrata nello stile della lauda monodica (altri testimoni conservano, infatti, solo i testi). Il codice e, per estensione la raccolta di canti in esso conservati, fu usato dalla Fraternità (confraternita) di Santa Maria delle Laude che legata alla comunità Francescana  di Cortona. Una selezione delle laudi animerà il proprium la liturgia domenica (introito, offertorio, communio, ite missa) mentre per l’ordinarium missae saranno eseguiti brani di “gregoriano” e tratti da codici dell’Ars Nova italiana (sec. XIV).
   
   
Conferenza 1.4.2010: "Aspetti della musica medievale: la donna" con esempi musicali dal vivo [Ida Febbraio]
La presenza femminile nei temi e nei soggetti della musica del medioevo gravita intorno a tre ruoli chiave che riflettono aspetti profondi della vita culturale e del pensiero del medioevo: la donna “mundana”, la donna spirituale, la donna divina. E così, la donna è oggetto di accese passioni, stimola impulsi sessuali fino alla violenza e allo stupro; altre volte si compiace delle dolci effusioni amorose dei trovatori. Ma, soprattutto, è protagonista del suo mondo cortigiano, del gioco cortese e della nascente società borghese. E le donne sono anche esempio nel percorso verso la santità e intercedono presso la divinità.
   
   
Conferenza 1.5.2010: "Misura e rappresentazione del territorio nel Medioevo"  con dimostrazione [Pietro Di Lorenzo]
Nell’immaginario collettivo, il periodo medievale costituì un momento di deciso e marcato arretramento del livello di conoscenze scientifiche raggiunto dalla cultura classica ed in particolare dalla civiltà alessandrina e dal mondo romano. Se ciò può essere in prima approssimazione accettato per i secoli dell’Alto Medioevo (quelli a più intensa penetrazione di genti germaniche), con l’XI secolo la conoscenza dei testi latini e greci, mediati e riportati in Occidente dalla cultura araba, suscitò un rapido recupero di tecniche e strumenti, conducendo in breve all’avanzamento dei saperi scientifici e tecnici.
   
   
Laboratorio1.6.2010: "Introduzione alla danza antica"  [Raffaele Bove]
I partecipanti saranno introdotti ai principi teorici e pratici della danza antica, attraverso la sintetica illustrazione delle fonti documentarie, del metodo di ricostruzione e della tipologia di movimenti previsti. In particolare, si ricostruiranno un salterello e un branle.
   
   
Conferenza 1.7.2010: "Sapori della cucina medievale" [Patrizia Vertucci]
La gran parte delle pietanze che formano i ricettari più antichi del medioevo italiano e meridionale in particolare risulta assolutamente eccessiva ai palati attuali per pienezza di sapori e per intensità degli aromi; se i piatti sono cucinati senza concessioni ed aggiustamenti alla modernità! Ciò è spiegabile sia con l’origine e la destinazione delle ricette contenute (si tratta di pietanze per le corti, non certo per il popolo!), sia per le procedure di preparazione e cottura, sia per la preponderante presenza di spezie, segno distintivo di prestigio economico e culturale ma soprattutto strumento indispensabile per riuscire a coprire odori e sapori piuttosto forti (dovuti alle precarie condizioni di conservazione delle materie prime!).
   
   
Concerto 1.8.2010: "Goliardie musicali e danze nel medioevo" concerto spettacolo di musica e danza in costume antico [Gruppo Vocale e Strumentale "Ave Gratia Plena"]
Il filo rosso del concerto/spettacolo è la goliardia. Il tema è sviluppato proponendo musiche vocali e strumentali dai “Carmina Burana” ai brani “satirici” tratti dalle raccolte italiane dell’Ars Nova. Il percorso si chiude con alcuni brani polifonici in diversi stili (da quello frottolistico alla villanella) tratti dai repertori documentati in quello straordinario crogiolo sincretico di cultura aulica e popolare che fu Napoli nel Rinascimento. In particolare, saranno eseguite musiche legate alla corte napoletana aragonese e vicereale, i veri prodromi della villanella. Su alcune delle musiche strumentali saranno eseguite danze ricostruite a partire dai trattati danza documentali tra XV e XVI secolo: alcuni balli vedranno protagonista anche il pubblico, coinvolto dai “ballarini”. Il tutto in costume medievale e rinascimentale e con l’impiego di copie di strumenti d’epoca (ghironda, salteri, flauti, cornamuse, viella, liuto, organo portativo etc.) per ricreare l’atmosfera di una festa gioiosa e allegra di altri tempi.
 

 

Raviscanina, 27-29 agosto 2010

 

Visita guidata 2.1.2: "Il Borgo di Raviscanina e la grotta di San Michele arcangelo" [Pietro Di Lorenzo]
Raviscanina sorse ai piedi del colle di Rupecanina, luogo del primo insediamento umano della zona, verso la metà del ‘200, quando è documentata la nascita delle chiese. Nonostante le tremende devastazioni dei terremoti e, in ultimo, della Seconda Guerra Mondiale, il centro conserva alcuni elementi storici di interesse, che restituiscono il fascino e la suggestione del passato, in un contesto naturalistico di grande bellezza paesaggistica. La grotta, che sorge ai piedi del colle di Rupecanina, è un bellissimo esempio di cavità carsica (con resti di stalattiti e stalagmiti) in cui, probabilmente  a partire dal IX secolo d.C. fu stabilito il culto dell’Arcangelo Michele, patrono nazionale dei Longobardi del Meridione. All’interno, restano le strutture architettoniche del periodo.
   
   
Visita guidata 2.2.1: "I borgo di Sant'Angelo d'Alife" [Pietro Di Lorenzo]
Il borgo di Sant’Angelo d’Alife sorse ai piedi del colle di Rupecanina, luogo del primo insediamento umano della zona, verso la metà del ‘200, quando è documentata la nascita delle chiese. L'impianto urbano, meglio conservato di quello di Raviscanina, mostra palazzi e case antichi e, soprattutto, la bellissima cappella di Sant’Antuono.
   
   
Visita guidata 2.3.2: "Il Castello di Raviscanina" [Pietro Di Lorenzo]
L’antico castello di Sant’Angelo di Rupecanina sorse su un più antico insediamento sannitico probabilmente a partire dal IX secolo, quando la popolazione, in piena età longobarda, cominciò a rioccupare il sito elevato, maggiormente sicuro rispetto alle devastazioni e alle scorrerie delle truppe islamiche (841 e 881/882). La fase oggi maggiormente documentata è quella normanna (il grande mastio) e angioina (la cinta muraria del borgo).
   
   
Concerto 2.1.6: "Forme e stili della musica medievale" [Cappella Vocale e Strumentale "I Musici di Corte"]
Breve concerto di accoglienza dei partecipanti, con l’esecuzione di brani esemplificativi dei differenti forme e dei diversi stili nella musica medievale, nel repertorio sacro (dal gregoriano al mottetto polifonico dell’Ars Subtilior) e in quello profano (dalla lirica provenzale alla ballata dell’Ars Nova italiana). 
   
   
Concerto 2.2.13: "Percorsi nella musica sacra: Il Laudario di Cortona" [Gruppo Vocale e Strumentale "Ave Gratia Plena"]
Il Laudario di Cortona è la più importante raccolta italiana di laudi medievali, databili tra la metà del sec. XIII e la metà XIV. Si tratta di semplici composizioni monodiche, con testi in volgare, legate alla Confraternita di Santa Maria delle Laude di Cortona, vicina alla locale Comunità Francescana dal sec. XIII, e, come questa, ispirata al pauperismo, ai movimenti laicali di penitenza e al rigore del francescanesimo delle origini. Per questo, all’esecuzione musicale sarà affiancata la declamazione di testi da Jacopone da Todi, dalla “Legenda Aurea”, da altri manoscritti del Duecento.
   
   
Concerto/spettacolo 2.3.9: "Goliardie musicali e danze nel medioevo" [Cappella Vocale e Strumentale "I Musici di Corte" - Gruppo di danza antica "Dame e Gentilhuomini Ballarini"] con la partecipazione dei corsisti
Il filo rosso del concerto/spettacolo è la goliardia. Il tema è sviluppato proponendo musiche vocali e strumentali dai “Carmina Burana” ai brani “satirici” tratti dalle raccolte italiane dell’ars nova. Il percorso si chiude con alcuni brani polifonici in diversi stili (da quello frottolistico alla villanella) tratti dai repertori documentati in quello straordinario crogiuolo di cultura aulica e popolare che fu Napoli, ancora per due secoli dal Rinascimento. In particolare, saranno eseguite musiche legate alla corte napoletana aragonese e viceregnale, i veri prodromi della villanella. Su alcune delle musiche strumentali saranno eseguite danze ricostruite a partire dai trattati danza documentali tra XV e XVI secolo: alcuni balli vedranno protagonista anche il pubblico, coinvolto dai “ballarini”. 
   
   
Seminario 2.1.1: "La Campania interna nell’antichità e nel medioevo" [Domenico Caiazza]

La storia della Campania interna e montuosa segue sin dall’antichità e fino alla fine del regno angioino, percorsi e vicende assai diverse da quelle della Campania costiera e pianeggiante. Il seminario illustra la distribuzione e la storia degli insediamenti del territorio, privilegiando gli aspetti legati alla cultura architettonica e artistica delle popolazioni sannite e di quelle degli insediamenti monastici benedettini lungo il Volturno.

 

   
   
Seminario 2.2.8: "Il codice giullaresco tra sacro e profano" [Antonio Rea]
La figura del giullare (joculator) la ritroviamo alle origini della letteratura italiana in volgare. Da nemico della Chiesa e avversario/concorrente del clericus, il giullare diviene, tra XII e XIII secolo, mediatore tra la cultura ecclesiastica (colta) e la cultura popolare, grazie alla sua vicinanza/conoscenza di quest’ultima, in funzione delle esigenze propagandistiche e di ricerca del consenso da parte della Chiesa, che diviene il suo committente. Nascono da questo incontro i primi testi della letteratura italiana. In una circolazione delle opere che si fonda ancora sulla comunicazione orale, queste trovano proprio nel ceto colto dei chierici i fedeli trascrittori.
   
   
Seminario 2.1.5: "Storia della musica medievale" [Ida Febbraio]
La conversazione, arricchita da ascolti dal vivo e in registrazione, introduce i partecipanti agli aspetti chiave della musica medievale attraverso esempi concreti, di cui sono illustrate le caratteristiche musicali e strutturali.
   
   
Seminario 2.2.5: "Riconoscimento della ceramica antica" [Luca Donadio]
I partecipanti saranno introdotti brevemente alla comprensione della filosofia e delle procedure dello scavo stratigrafico. Quindi, seguiranno il protocollo di analisi e di documentazione dei frammenti ceramici, lavandoli, misurandoli, disegnandoli, fotografandoli, compilando le schede per ciascun frammento. Il tutto su frammenti originali di tarda età antica e primo medioevo.

 

   
   
Seminario 2.2.2: "Moda e costume medievale" [Teresa Di Monaco]
Il seminario illustra l’evoluzione del costume in uso in Campania dal X-XI sec. al XV sec. (fogge, tessuti, decorazioni, gioielli etc.), grazie alla documentazione fornita dalle fonti pittoriche e scultoree.  
   
   
Seminario 2.2.7: "Organologia e iconografia degli strumenti musicali antichi: la viella" [Pietro Di Lorenzo]
La conferenza illustra le caratteristiche fisiche, meccaniche e acustiche, di uno degli strumenti musicali più diffusi nel medioevo e nel primo rinascimento, la viella (o viuola) presentandone in modo comparato le raffigurazioni nelle opere d’arte sopravvissute in Terra di Lavoro e in Campania.

 

   
   
Seminario 2.2.10: "La cucina medievale: i cibi" [Patrizia Vertucci]
L’attività punta ad illustrare, in due fasi, le fonti più importanti per la cucina medievale, alcune peraltro legate proprio al territorio campano. Nella prima parte, dei piatti principali descritti dai trattati dell’epoca sono presentate le caratteristiche nutritive, la fortuna nella società dell’epoca e la diffusione sociale. Nella seconda parte, i partecipanti realizzeranno una pietanza tipica.

 

   
   
Seminario 2.3.1: "Storia dell’arte campana nel medioevo: dal Tardo Antico ai Longobardi" [Pietro Di Lorenzo]
Il seminario presenta i centri urbani, i luoghi sacri (cattedrali, abbazie, cappelle), i castelli e le opere d’arte del primo periodo medievale in Campania (sec. IV - sec. XI), con particolare attenzione al territorio dell’antica Terra di Lavoro.
   
   
Seminario 2.3.4: "Donne nel medioevo tra realtà e magia" [Angelina Imondi]
Nel Medioevo molta  parte della magia popolare era sempre stata praticata da donne, nelle  mani delle quali si trovavano i segreti della natalità - fertilità,  contraccezione, aborto - e alle quali dunque erano affidati molti  segreti della comunità e anche una  parte importante delle pratiche  magiche di una società tradizionale nella quale il rapporto tra nati e  morti doveva sempre rimanere in equilibrio perché ci fosse cibo per  tutti.  Erboriste, ostetriche, pediatre prima di tutto. e poi, certo,  anche streghe!
   
Seminario 2.3.7: "Medicina e farmacopea medievale" [Mario Palladino, Elena Polito]
Nel Medioevo l’eredità pratica della medicina antica apre la strada ai primi esempi di teorizzazione delle conoscenze anatomiche e mediche con la nascita delle prime grandi scuole di Salerno, Montpellier,  Padova, mentre, legata alla realtà dei sempre più numerosi monasteri, oltre al fervere degli studi sulle proprietà medicamentose delle piante officinali, si assiste alla nascita delle prime strutture ricettive e assistenziali, gli “hospitales”.
   
   
Conferenza / dimostrazione 2.2.15, 2.3.14: "Astronomia / astrologia nel Medioevo: strumenti e tecniche" [Pietro Di Lorenzo]
Ancora oggi è frequente trovare qualcuno che confonda astronomia e astrologia: la scienza dell'osservazione dei corpi celesti e l'insieme di pratiche divinatorie che presumono di trarre auspici dai fenomeni celesti. Nel Medioevo le due discipline erano identificate. La dimostrazione illustra alcuni semplici metodi per osservare il cielo notturno, ne racconta le storie e gioca ad utilizzare questi elementi per creare la suggestione delle conoscenze irrazionali.
   
   
Seminario 2.3.6: "Storia dell’arte campana nel medioevo: dagli Svevi agli Angiò" [Pietro Di Lorenzo]
Il seminario presenta i centri urbani, i luoghi sacri (cattedrali, abbazie, cappelle), i castelli e le opere d’arte del secondo periodo medievale in Ca(fine sec. XII - metà sec. XV), con particolare attenzione al territorio dell’antica Terra di Lavoro.
   
   
Laboratorio 2.1.3: "La cucina medievale: le bevande" [Elena Polito]
L’attività punta ad illustrare e a realizzare alcune delle più diffuse bevande medievali, alcune delle quali ereditate dal tardo antico, presentandone le caratteristiche nutritive e motivandone la fortuna e la diffusione.
   
   
Laboratorio 2.2.3: "Moda e costume medievale" [Teresa Di Monaco, Elena Polito]
Concepita come parte pratica del seminario sullo stesso tema, il laboratorio introdurrà i partecipanti alla realizzazione di un semplice abito medievale che gli stessi potranno indossare nello spettacolo conclusivo. La stoffa è a carico dei partecipanti che, dopo l’iscrizione, riceveranno dettagli sul tipo di tessuto e sulle sue dimensioni.

 

   
   
Laboratori 2.2.4, 2.2.6, 2.3.5, 2.3.10: "La musica medievale" [Cappella Vocale e Strumentale "I Musici di Corte"]
Strutturato in due moduli, il laboratorio introduce i partecipanti alla esecuzione della musica medievale mettendoli in condizione di realizzare alcuni brani per il concerto / spettacolo conclusivo. I partecipanti già in possesso di uno strumento (a corda o a fiato, anche se non medievale o rinascimentale) sono invitati a recare con sé il proprio strumento. I cantanti e i non musicisti eseguiranno le parti vocali e, se il caso, utilizzeranno gli strumenti in dotazione a “I Musici di Corte”.

 

   
   
Laboratorio 2.2.11: "La cucina medievale: i cibi" [Patrizia Vertucci]
L’attività punta a realizzare una pietanza tipica tra quelle illustrate nel seminario corrispondente.

 

   
   
Dimostrazione2.3.10: "La bottega dello speziale" [Patrizia Vertucci]
Le spezie ebbero un ruolo cruciale nella civiltà del medioevo. Proprietà organolettiche, nutrizionali e terapeutiche, uso nella cucina, ruolo nella società, commercio e trasporto saranno raccontanti nella dimostrazione.

 

   
   
Laboratorio / dimostrazione 2.2.12: "Armi e milizie medievali" [Pro Loco Vairano]
In una civiltà indissolubilmente legata alla guerra e ai conflitti, in ogni momento della vita ed in ogni contesto, familiare e sociale, la violenza delle armi garantiva difesa e offriva strumenti di offesa utilissimi. La dimostrazione offre spunti di conoscenza diretta, con il coinvolgimento dei partecipanti.

 

   
   
Conferenza / Dimostrazione 2.2.14, 2.3.13: "Il cantiere medievale" [Luca Donadio, Cristiano Febbraio, Valerio Marotta]
Le tecniche e gli strumenti d'uso nei cantieri medievali sono assai varie e, pur nella sostanziale semplicità, ingegnose ed efficienti. Mediante la ricerca iconografica su manoscritti e dipinti coevi, con preciso riferimento al territorio di Terra di Lavoro, saranno illustrate tutte le principali tecniche legate al cantiere medievale. Particolare attenzione sarà dedicata agli aspetti burocratici legati ai cantieri durante il regno Angioino. La dimostrazione guiderà i partecipanti alla conoscenza e alla realizzazione diretta dei principali nodi utilizzati e rappresentati nel medioevo, strumenti indispensabili per realizzare un ponteggio da cantiere.
   
   
Conferenza / Dimostrazione 2.3.12: "La bottega del pittore" [Gerardo Del Prete]
Materiali, tecniche, lavorazioni e strumenti che caratterizzavano la pittura nel Medioevo: quali colori e come erano realizzati, quali supporti erano usati, etc.

 

   
   
Laboratori 2.1.4, 2.2.9, 2.3.3: "La danza medievale (I)" [Raffaele Bove, Cristiano Febbraio, Ida Febbraio]
Strutturato in due moduli, il laboratorio introduce i partecipanti all’esecuzione delle danze medievali e del primo rinascimento mettendoli in condizione di realizzare alcuni balli per il concerto / spettacolo conclusivo. Ciascun modulo presenta sia gli aspetti teorici (ricavati dai trattati conservati) sia gli aspetti pratici ed esecutivi.

 

   
   
Mostra: "Gli strumenti del Medioevo e del Rinascimento" [Associazione Culturale "Ave Gratia Plena", Associazione Culturale "Francesco Durante"]
Nei tre giorni di svolgimento dei corsi sarà possibile visitare gratuitamente la mostra di strumenti medievali (viella, organo portativo, oud, tromba marina, tromba retta, tintinnabula, tabor, salterio, dulcimer, schalmei) e rinascimentali (arpa, ghironda, cornamuse, viola da gamba, cornetto dritto, flauti a becco), alcuni dei quali realizzati dai più importanti costruttori italiani (W. Chinaglia, S. Orlandi, M. Salerno, G. Tumiati) e stranieri (Early Music Shop, Moeck).

 

   
 

 

Pontelatone, 25 e 26 settembre 2010

 

Seminario 3.1.1: "Caiazzo in età normanna" [Luigi Cielo]
La relazione propone le recenti ricerche condotte dall'autore sul periodo indicato relativamente al territorio della Diocesi e della città di Caiazzo.

 

   
   
Laboratorio 3.1.2: "La danza in Domenico da Piacenza" [Elena Polito]
Il laboratorio consentirà ai partecipanti di apprendere una danza tratta dal "De Arte Saltandi" di Domenico di Piacenza, inquadrandone la ricostruzione filologica nel cotesto della danza cortese del Basso Medioevo.

 

   
   
Seminario 3.1.3: "Codici musicali del Medioevo di Terra di Lavoro" [Pietro Di Lorenzo]
La conferenza, dopo una breve introduzione sulla tipologia e sul ruolo dei codici con notazione musicale, presenta i testimoni ritrovati e studiati dall'autore tra i fondi archivistici e librari dei centri di Terra di Lavoro e quelli attualmente conservati altrove ma originari, con certezza, dal nostro territorio.

 

   
   
Seminario 3.1.4: "Aspetti dell'iconografia di San Pietro Celestino" [Rossella Merola]
Intento della relazione è di evidenziare, attraverso l’analisi stilistica ed iconografica, gli aspetti e le problematiche legate all’iconografia di Celestino V. L’analisi ha condotto, in una prima fase, ad uno studio preliminare degli studi condotti in passato (Frugoni; Ungarelli; Caiazza) e, successivamente,  si è indagato sul patrimonio artistico celestiniano. Lo studio del repertorio iconografico relativo alla figura di Celestino V ha evidenziato il ripetersi di canoni figurativi  che tendono a sottolineare  rimandi simbolici e allegorici specifici. Intento degli artisti e della committenza era di comunicare attraverso le immagini le tappe della vita di Pietro del Morrone, sottolineandone le diverse anime di Celestino quella di Papa, di frate eremita e di santo. Aspetti che venivano colti separatamente o, in taluni casi, assemblati all’interno di una stessa rappresentazione.
   
   
Concerto 3.1.5: "Goliardie musicali e danze nel medioevo" [Cappella Vocale e Strumentale "I Musici di Corte" - Gruppo di danza antica "Dame e Gentilhuomini Ballarini"] con la partecipazione dei corsisti
Il filo rosso del concerto/spettacolo è la goliardia. Il tema è sviluppato proponendo musiche vocali e strumentali dai “Carmina Burana” ai brani “satirici” tratti dalle raccolte italiane dell’ars nova. Il percorso si chiude con alcuni brani polifonici in diversi stili (da quello frottolistico alla villanella) tratti dai repertori documentati in quello straordinario crogiuolo di cultura aulica e popolare che fu Napoli, ancora per due secoli dal Rinascimento. In particolare, saranno eseguite musiche legate alla corte napoletana aragonese e viceregnale, i veri prodromi della villanella. Su alcune delle musiche strumentali saranno eseguite danze ricostruite a partire dai trattati danza documentali tra XV e XVI secolo: alcuni balli vedranno protagonista anche il pubblico, coinvolto dai “ballarini”. 
   
   
Seminario 3.2.1: "Le fontane dei Bambini" [Domenico Caiazza]
In Terra di Lavoro (Teano, Ailano, Venafro,…. ), in Lazio (Settefrati), in Sicilia, in Toscana, modeste fontane site in località periferiche hanno la magica virtù di guarire bambini inappetenti o malaticci che vi vengono immersi dalla madre o simbolicamente gettati con l' immersione di parti (capelli, unghie). Un pranzo rituale e l'abbandono sui cespugli degli abiti "tabuizzati" dimostra che il rito, del tutto analogo a quello praticato da Teti su Achille nasconde l'offerta alle acque ctonie, che hanno potere di vita e morte. In età cristiana talora il rito è sopravvissuto e solo in due casi è stato continuato-sostituito dai culti di Santa Selicita-Mefitis e San Giovanni Battista. Dall'esame della pratica magico-rituale si è avviata una riflessione su altri culti delle acque testimoniati o ancora praticati in Terra di Lavoro.
   
   
Visita guidata 3.2.2: "Gli scavi Trebula Balliensis" [Gruppo Archeologico "Trebula Balliensis"]
L’antico insediamento, sannitico, romano e alto medievale, di Trebula Balliensis è uno dei siti più interessanti del territorio della Campani interna per lo straordinario patrimonio archeologico e architettonico (di cui di recente è iniziato il recupero e la valorizzazione) inserito in un contesto ambientale dei più suggestivi e incontaminati ambienti naturali del Casertano.
   
   
Concerto 3.2.3: "Animazione della liturgia con repertorio medievale" [Gruppo Vocale e Strumentale "Ave Gratia Plena"]
Brani tratti dai codici normanni siciliani e meridionali, dalle sequenze del XIII secolo, dall Laudario di Cortona, dai codici di Ars Nova del Trecento italiano animeranno la liturgia eucaristica domenicale.