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Medievalia” 2013

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"Passeggiando alla scoperta dell'Abbazia di San Vincenzo al Volturno" [Pietro Di Lorenzo]
La celebre abbazia benedettina fu fondata nel 703 dai nobili longobardi Paldo, Taso e Tato nei pressi di una chiesetta in onore di Vincenzo, martire ispanico, sul luogo di una villa rustica nei pressi dell'antica città sannitica Samnia. Gli imponenti resti delle architetture della fase costruttiva del IX secolo, anteriore alla distruzione del 881, coprono i fianchi del colle alle cui pendici scorre il Volturno. Sulla riva destra del fiume, poco distante nel XI secolo sorse un complesso fortificato del quale il palazzo abbaziale quattrocentesco e parte della chiesa attuale inglobano i resti.
   
   
"L'abbazia di San Guglielmo al Goleto" [Pietro Di Lorenzo]
Fu fondata da San Guglielmo di Vercelli nel 1133, come monastero sia femminile sia maschile: qui, nel 1142 il Santo fondatore dei Virginiani si spense e il suo corpo fu conservato fino alla soppressione murattiana del 1807. Largamente favorito dai sovrani normanni e svevi, cominciò una lenta decadenza che portò alla soppressione del monastero femminile nel 1505 e all'annessione del monastero maschile alla casa madre di Montevergine. Il grandioso impianto consta di un recinto fortificato esterno e di un recinto interno, nel quale sono due corti. Quella direttamente in connessione con l'accesso collega le due chiese medievali sovrapposte (quella inferiore del XII secolo; quella superiore completata tra il 1247 e il 1255) e la chiesa settecentesca (progettata da Domenico Antonio Vaccaro tra il 1733 e il 1740). L'altra corte, oggi in parte porticata, ospita la grande torre eretta nel 1152 dalla badessa Feronia.

 

   
   
"Il Castello di Sant'Angelo dei Lombardi" [Pietro Di Lorenzo]
Già sede di necropoli (VI-VII sec. d.C.), probabilmente fu luogo del primo insediamento umano della zona (VII-VIII sec.), sul quale, tra VIII e primi dell'XI sec. si organizzò il nucleo direzionale longobardo (un castrum), con la sede del gastaldo. Danneggiato o crollato il castrum a seguito di un sisma (989 forse), in età normanna sul sito sorse la chiesa cattedrale (attiva probabilmente fino al XV sec.) e fu eretto il grande mastio. Terremoti e devastazioni comportarono sicuramente modifiche, purtroppo non ben documentati. Nel 1758, il principe Placido Imperiale lo trasformò in un palazzo ducale. Dopo i crolli del terremoto del 1980, i lavori di scavo e di restauro hanno restituito ed isolato le strutture dell'antica cattedrale e della torre normanna.
   
   
"Il castello e il Santuario di Casaluce" [Pietro Di Lorenzo]
Il toponimo è citato già nel 964, ma il castello sorse per volontà del normanno Rainulfo Drengot, conte di Aversa tra il 1024 e il '30. Devastato da Ruggero II d'Altavilla, re di Sicilia, nel 1135 ed abbandonato, risorse con Raimondo del Balzo, nel 1359 che l'anno dopo lo donò ai Celestini che vi eressero la chiesa. La pianta del castello, quasi quadrata, è delimitata da un ampio fossato, oggi a secco. Le murature esterne, di grande pregio, appaiono aperte, in più punti da belle monofore gotiche (sul lato Ovest) e rinascimentali (sul lato Nord). Si accede al complesso grazie ad un ponte in muratura su archi. Sulla sinistra è il cortile minore del convento, su cui affacciano ambienti modificati nel 1700 e dei quali restano le belle finestre con cornici in stucco. Contiguo è il chiostro ad archi gotici, molto manomesso, singolare per la soluzione di realizzare completamente a giorno l'ala verso il cortile minore. La chiesa, realizzata nel 1360, è a navata unica con volte a crociera costolonate con bellissimi affreschi di scuola toscana (1370 circa, probabilmente opera di Niccolò di Tommaso), raffiguranti gli Apostoli. Si segnalano il portale coevo, l'icona della Madonan di Casaluce (sec XIV), due idrie in alabastro, che la tradizione ritiene quelle del miracolo eucaristico delle Nozze di Cana, datate tra il I e il III sec. d. C..
   
   
"La chiesa dell'Assunta a Santa Maria La Fossa" [Pietro Di Lorenzo]
La tradizionale data di fondazione (1084 o 1089), riportata dalle fonti storiche locali, non trova fondamento anche se è plausibile, stando alle strutture superstiti, una datazione tra XI e XII secolo. A quest'epoca risale la sepoltura (uomo con tunica) ritrovata, con resti murari, al di sotto del presbiterio. La chiesa, in origine con portico esterno e campanile (distrutti dalle bombe nel 1942), è a tre navate, terminanti in absidi, senza transetto. Di grande interesse sono la monofora e i frammenti di paramento murario a tufi policromi sul fianco esterno destro e la cornice marmorea del portale centrale. Problematica è la ricostruzione della stratificazione degli interventi di apertura delle cappelle delle navate (forse tra XIII e XIV secolo). La copertura è a capriate e le navata principale è articolata da arcate poggianti in modo alternato su colonne (antiche come i capitelli che le sovrastano) e pilastri. Notevolissime le testimonianze artistiche, specie di scultura (capitelli) e pittura medievale, tra seconda metà del XII secolo e primi del XIII (santo Stefano nell'abside centrale, Vergine Maria abside sinistra), del XIV secolo (sulle colonne e nelle pareti della navate laterali: Crocifissione e Santi, San Leonardo, Madonna col Bambino), dei primi del XV secolo (tra tutti quelli dell'abside maggiore, Annunciazione e Storie di San Rocco e dell'abside destra)..
   
   
"La chiesa di Santa Maria a Marciano" [Pietro Di Lorenzo]
Nella bolla (979) di Gerberto, metropolita di Capua, a S. Stefano Minicillo, vescovo di Caiazzo, la chiesa compare col titolo di S. Gennaro e S. Maria a Marciano. Il toponimo “Marciano” deriverebbe dal nome di una famiglia latina, documentata da resti epigrafici. La chiesa sorse lungo l'antica strada (una delle traverse dell’Appia) tra Capua (antica) e Telesia, nei pressi del mausoleo di Aulo Attilio Caiatino. Fu oggetto di donazioni di terreni nel 1119 da parte di Rainufo II, figlio di Roberto,conte di Caiazzo. All’inizio del secolo XIII fu possesso del monastero benedettino di S. Croce sul Monte Verna, fondato intorno al 985, e donato nel 1097 ai Benedettini di S. Lorenzo di Aversa da Riccardo II Drengot, principe di Capua. La distruzione dei documenti del monastero di S. Croce non consente di ricostruire altri dettagli storici. Dal 1551 i Benedettini lasciarono S. Croce che divenne commenda: S. Maria a Marciano ne seguì le sorti. Nel 1620 era già di giurisdizione vescovile. Tra i reperti antichi sono le due colonne dell’arcone trionfale del presbiterio e il miliare murato all'esterno del transetto destro. La facciata è settecentesca, con portico su cui si apre il portale archiacuto. L'interno, è a navata unica (con volte a crociera) interrotta da un transetto sporgente su cui si aprono il coro e due cappelle laterali quadrate, illuminate da monofore trilobate. Il volume del transetto è più grande della navata: ciò ha fatto ipotizzare che l’intervento gotico, databile ai primi anni del secolo XIV, fosse l'ampliamento e l'ammodernamento stilistico di una preesistente chiesa altomedievale, di cui il transetto ricalcherebbe il perimetro. A giudicare dai resti visibili, i lavori gotici avrebbero dovuto realizzare anche due navate laterali mai compiute. Eccezionali gli affreschi superstiti, seppur assai guasti, in cui si riconoscono un primo intervento (commissionato nel 1334 a cura di Giovanni Cammario, cappella a destra), una successiva fase di gotico internazionale (inizi sec. XV) e una terza (primi decenni sec. XVI) di ambito vicino a Francesco Cicino da Caiazzo (Madonna in Trono col Bambino). Una grande bifora gotica quattrocentesca illumina l’eremo, al cui interno è uno splendido camino in pietra.
   
   
c"Il Castello di Caivano" [Pietro Di Lorenzo] Datazione del primo nucleo del castello e sua consistenza sono problemi ancor oggi dibattuti, in assenza di studi specialistici e di scavi archeologici. Probabilmente fu un luogo fortificato secondario del feudo di Sant'Arcangelo (oggi scomparso). Caivano divenne feudo autonomo solo in età angioina, prima con Mustarola Antiquini, poi con Bartolomeo Siginolfo. A quell'epoca risalgono gran parte delle attuali strutture, tipiche del linguaggio militare angioino, in particolare le torri cilindriche, coronate a beccatelli in piperno, poste ai vertici di un rettangolo allungato di mura che delimita una corte interna. La trasformazione in residenza feudale rinascimentale avvenne dal XVI secolo, quando furono aperte le numerose finestre (cornici in piperno), realizzati i bastioni a scarpa (forse difesi da un fossato), costruite le scale, decorati gli ambienti.
   
concerto: "Canti di pellegrinaggio della Spagna medievale" [Gruppo Vocale e Strumentale "Ave Gratia Plena"] in costume medievale e con strumenti antichi
Eseguito come animazione musicale della liturgia della messa vespertina, si potranno ascoltare alcuni brani del celebre "Livre Vermell" di Montserrat, straordinari esempi di musica devozionale del medioevo, probabilmente composti tra fine XIII secolo ed inizi del XIV, importanti perché legati al pellegrinaggio al famoso santuario mariano catalano.
   
   
concerto: "Vespro in onore di San Pietro Celestino" [Cappella Vocale e Strumentale "I Musici di Corte"] in costume medievale
Si propone la ricostruzione della celebrazione liturgica e musicale di un vespro, utilizzando il proprio della festa di San Pietro Celestino, di cui Di Lorenzo ha ritrovato e studiato il materiale musicale.
   
   
concerto: "Canti per la Vergine Maria" [Gruppo Vocale e Strumentale "Ave Gratia Plena"] in costume medievale e con strumenti antichi
Come animazione della liturgia eucaristica domenica, saranno proposti canti selezionati dai più importanti repertorio mariani dell'epoca medioevale: le Cantigas de Sancta Maria di Alfonso X El Sabio, il Laudario di Cortona, il Livre Vermell, accumunati, pur differenziati dal contesto geografico, sociale e culturale di origine, per l'accomunare Maria alla donna cantata nel mondo trobadorico.
   
   
concerto: "Percorsi nella musica sacra: il repertorio Longobardo" [Gruppo Vocale e Strumentale "Ave Gratia Plena"] in costume medievale e con strumenti antichi
Il programma prevede l'esecuzione di esempi di musica liturgica del Medioevo longobardo (tratti dai celebri codici beneventani) nei momenti appropriati della liturgia della messa. In particolare, saranno eseguite le parti mobili (introito, alleluja, offertorio, communio, sequenza) previste per la celebrazione della festa di San Vincenzo, il martire cui è dedicato il grande complesso monastico alle sorgenti del Volturno, probabilmente composti proprio in quel cenobio e, sicuramente, ivi eseguiti per secoli.
   
   
concerto: "Percorsi nella musica sacra: il repertorio normanno del Meridione" [Gruppo Vocale e Strumentale "Ave Gratia Plena"]
animazione della liturgia domenicale della Messa con canti medievali in costume
Il Meridione durante l'età normanna (metà XI - fine XII sec.) conobbe un repertorio liturgico musicale che fu sintesi originale di stili e tradizioni differenti: quella delle potenti abbazie benedettine della Normandia (Bec, Jumiege, Caen etc.), della radicata cultura longobarda (oggi superstite nei pochi codici beneventani) e della potente suggestione della musica della liturgia bizantina (ortodossa orientale).
 
   
   
concerto"Amore, gioco e danza nel Medioevo" [Gruppo Vocale e Strumentale "Ave Gratia Plena"] concerto spettacolo di musica e danza in costume antico
Allegra e scanzonata conclusione della giornata medievale con canti, brani strumentali e danze tratte dal repertorio goliardico del Medioevo (Carmina Burana e codici italiani del Trecento). Il pubblico sarà coinvolto nell'esecuzione di alcune danze.
   
   
concerto: "Forme e stili della musica medievale" [Cappella Vocale e Strumentale "I Musici di Corte"]
Breve concerto di accoglienza dei partecipanti, con l'esecuzione di brani esemplificativi dei differenti forme e dei diversi stili nella musica medievale, nel repertorio sacro (dal gregoriano al mottetto polifonico dell'Ars Subtilior) e in quello profano (dalla lirica provenzale alla ballata dell'Ars Nova italiana). 
   
   
concert: "Una celebrazione nell'Ars Antiqua" [Gruppo Vocale e Strumentale "Ave Gratia Plena"] animazione della liturgia domenicale della Messa con canti medievali in costume
La contaminazione del canto liturgico cristiano antico (quello che con sintesi anacronistica chiamiamo "canto gregoriano") con le sperimentazioni, per certi versi ardite e rivoluzionarie, avvenne in ogni parte d'Europa, quasi in sincronia, dal XII sec. Fu la svolta che condusse avviò quella differenziazione che contraddistingue la musica Europea da quella del resto del mondo. Una stringata selezione di brani, utile all'animazione della liturgia, sarà presentata in costume antico e con l'uso degli strumenti, non scontato per il repertorio ma suggerito dalla iconografia musicale dell'epoca.
   
   
concerto: "Musiche per una liturgia medievale" [Cappella Vocale e Strumentale "I Musici di Corte"] animazione della liturgia domenicale della Messa con canti medievali in costume
Durante la liturgia eucaristica domenicale saranno eseguiti brani di canto liturgico medievale (kyrie, alleluja, sanctus, agnus dei) e brani devozionali tratti dal Laudario di Cortona.
   
   
concerto: "Parodie del sacro ed imitazioni del profano" [Cappella Vocale e Strumentale "I Musici di Corte" - Gruppo di danza antica "Dame e Gentilhuomini Ballarini"] concerto spettacolo di musica e danza in costume antico
Ancora oggi le disposizioni liturgiche del cattolicesimo dibattono sul ruolo della musica nel contesto delle funzioni sacre, preoccupate di tenere a bada le influenze della musica "profana". Sin da quando, ai primi del XII secolo, nacque con i trovatori una florida tradizione di musica non liturgica, la questione divenne cruciale. E, nonostante i divieti, formule e ritmi "profani" sfondarono in pochi anni gli argini dei conservatori, travolgendo il gregoriano. Per contro, parodie della musica liturgica e, soprattutto, dei sui riferimenti culturali e testuali, interessano il repertorio profano.
   
   
concerto: "Trovatori principi e popolani" [Cappella Vocale e Strumentale "I Musici di Corte" - Gruppo di danza antica "Dame e Gentilhuomini Ballarini"] concerto spettacolo di musica e danza in costume antico
La cultura dei trovatori è ammantata da un'aura di cavalleria, evoca un mondo dorato di buon maniere, belle signore, ricche corti, favolosi castelli. Eppure, a guardare bene, le storie ed i contenuti del repertorio palesando, pur con una lingua artistica comune, mondi e mentalità assai differenti, crudelmente differenziati, specchio di quella società feudale.
   
   
concerto: "Alimentazione e bevande nella musica del Medioevo" [Cappella Vocale e Strumentale "I Musici di Corte" - Gruppo di danza antica "Dame e Gentilhuomini Ballarini"] concerto spettacolo di musica e danza in costume antico
In un contesto sociale in cui la fame e la sete segnavano con crudele ineluttabilità, generazione dopo generazione, fasce vastissime della popolazione, il cibo e le bevande, in particolare il vino, entrarono con funzione diversa (sarcastica, satirica, evocativa, simbolica) nel repertorio musicale.
   
   
concerto: "Stagioni ed animali nella musica del Medioevo" [Cappella Vocale e Strumentale "I Musici di Corte" - Gruppo di danza antica "Dame e Gentilhuomini Ballarini"] concerto spettacolo di musica e danza in costume antico
La consapevolezza che la vita di ogni uomo, anche dei più ricchi e potenti, era esposta alla Natura, madre e matrigna, e ai suoi, a volte, imprevedibili effetto. Per questo, stagioni, meteorologia, flora e fauna e, in generale, ogni  manifestazione naturale entrarono prepotentemente nei contesti poetici musicali.
   
   

conferenza: "Ruolo culturale e testi letterari del giullare" [Antonio Rea]
Il Medioevo sembra potersi connotare per il ruolo particolarmente potente della parola, scritta e narrata. Spesso il racconto ebbe il ruolo mondi "altri" rispetto al quotidiano vissuto da ciascuno nel contesto sociale che gli era proprio (laico o religioso, nobile o popolano, ricco o povero, donna o uomo), in forme e strutture assai varie. Il reading collettivo conclude la conferenza proponendo alcuni brevi esempi. Per partecipare alla lettura dei testi è indispensabile preannunciare la propria disponibilità così da ricevere il testo da leggere.

   
conferenza: "Tra storia e letteratura: i conti Della Ratta in Boccaccio" [Chiara Della Valle]
L'intervento vuole concentrare l'attenzione sui conti Della Ratta, una delle famiglie signorili, feudatarie, vissute nel borgo medievale di Casertavecchia, di cui saranno illustrate foto e notizie storiche in sintesi. Si parla sempre e spesso delle meravigliose architetture di quel gioiello medievale, (cattedrale, castello, abitazioni caratteristiche), ma poco dei suoi abitanti, di quelli che sono stati i suoi signori. Chi ha vissuto a Casertavecchia in epoca medievale ? Saranno illustrate le origini della famiglia dei Della Ratta, in particolare del conte Francesco, sepolto proprio nella cattedrale di Casertavecchia e del conte Diego, menzionato in una delle novelle del Boccaccio. I dati storici e letterari ci aiuteranno, per l'appunto, alla ricostruzione e rivisitazione di un pezzo di vita casertana tra il XIV e XV secolo.
   
conferenza: "Dante un 'moderno' uomo del Medioevo" [Alessia Ventriglia]
Analizzando, in sequenza, la Vita nova, il Convivio e il De vulgari eloquentia, si nota una costante evoluzione nel modo di usare la lingua che, oltre a denotare un acume ed una consapevolezza linguistica di Dante senza pari, testimoniano la grandiosità, la coerenza, la linearità e la modernità del progetto linguistico dantesco che culmina nella Commedia. L’obiettivo di questo intervento su Dante sarà proprio quello di mostrare, soffermandoci sulle peculiarità delle singole opere, le tappe di questa evoluzione dantesca che ci consentono non solo di dire che Dante è, effettivamente, il padre della lingua italiana, ma, in tempi di Comunità Europea, anche il padre di una teoria linguistica comunitaria che avrebbe reso l’Italia un vero faro per l’Europa, che, però, non fu mai compresa pienamente dai suoi contemporanei..
   
   
conferenza: "Celestino V: un papa scomodo" [Domenico Caiazza]
L'autore ha, oramai da un lustro e senza contestazione alcuna tra gli studiosi, proposto il borgo di Sant'Angelo in Terra di Lavoro (l'attuale castello Rupecanina, conteso e diviso tra i comuni di Sant'Angelo d'Alife e Raviscanina in Provincia di Caserta) come luogo di nascita di papa Celestino V (al secolo Pietro Angeleri, noto anche come Pietro da Morrone, poi canonizzato col nome di San Pietro Celestino). La conferenza ripropone, in sintesi, i riferimenti documentari probanti l'ipotesi e presenta altri importanti luoghi del casertano che conservano testimonianze del passaggio del Santo e del suo ordine, oggi pressoché scomparso. Tratteggiando la figura di Celestino V, un papa scomodo per i suoi tempi. 
   
conferenza: "Longobardi Saraceni e Franchi nella Longobardia minore" [Domenico Caiazza]
Nel contesto del vasto dominio longobardo del Meridione e delle incessanti lotte con i Bizantini (sia dell'Impero romano d'Oriente sia dei diversi ducati tirrenici, Napoli, Gaeta, Sorrento, Amalfi) proseguite in tutto l'arco del periodo, dal VI al XI secolo, si inserirono, rispettivamente, i Franchi (dalla fine del VIII secolo) e i cosiddetti Saraceni (non una etnia ma un nome convenzionale per indicare diverse popolazioni di fede islamica) a partire dai primi decenni del IX. La gerarchia longobarda sopravvisse anche a questi pesanti interventi, politici e militari, reagendo con l'inizio dell'incastellamento del territorio. 
   
   
conferenza: "Cubulteria ed il cubulterino tra età sannitica e alto medioevo" [Domenico Caiazza]
 in costruzione.
   
conferenza: "Celestino V: un papa moderno" [Domenico Caiazza]
L'autore ha, oramai da un lustro e senza contestazione alcuna tra gli studiosi, proposto il borgo di Sant'Angelo in Terra di Lavoro (l'attuale castello Rupecanina, conteso e diviso tra i comuni di Sant'Angelo d'Alife e Raviscanina in Provincia di Caserta) come luogo di nascita di papa Celestino V (al secolo Pietro Angeleri, noto anche come Pietro da Morrone, poi canonizzato col nome di San Pietro Celestino). La conferenza ripropone, in sintesi, i riferimenti documentari probanti l'ipotesi e presenta altri importanti luoghi del casertano che conservano testimonianze del passaggio del Santo e del suo ordine, oggi pressoché scomparso. Tratteggiando la figura di Celestino V, un papa moderno, visti i nostri  tempi. 
   
conferenza: "Culto micaelico e toponomastica germanica in Irpinia" [Domenico Caiazza]
L'apparizione dell'Arcangelo sul Gargano alla fine del V secolo (tre apparizioni tra il 490 e il 493) cade in pieno Tardo Antico e si pone come un caso del tutto singolare nel contesto cristiano. La diffusione ed il forte radicamento furono praticamente immediati e così duraturi da permeare da un lato la devozione di stampo greco-orientale dall'altro monachesimo e culto romano, tanto da essere riconosciuto come protettore nazionale delle genti longobarde. In ciò raccogliendo e mutuando integralmente la funzione straordinaria che a Michele riconosceva la religione ebraica in virtù delle citazioni bibliche. L'Irpinia, cuore dell'Appennino Meridionale, fu un crocevia della storia politica, militare e spirituale tra Evo Antico e Medioevo. Diocesi risalenti agli albori del cristianesimo, nuovi apporti di evangelizzazione monastica (in un territorio ai confini con la confessione greco-costantinopolitana), insediamenti fortificati pre-romani e castelli medievali, solida economia silvo-pastorale, testimoniano la sua valenza strategica  nel contesto del Sud dell'Italia, confermata dal ruolo giocato fino all'età Angioina.
   
   
conferenza: "Conti-vescovi e vescovi-conti a Caserta" [Ilario Valdelli]
La diocesi e la contea di Caserta sono stati nel Medioevo al centro di una lotta di potere tra Papato e Impero ed hanno avuto un ruolo chiave in questo braccio di ferro per la supremazia nella visione universalistica che ha condizionato tutta la politica europea dalla caduta dell'Impero Romano alla nascita degli stati nazionali. Le vicende di storia locale casertana, lette separatamente, come fatto fino ad oggi, non rendono conto di questo ruolo, mentre messe insieme e lette in un contesto più ampio, testimoniano un caso storico straordinario  nell'ambito della diocesi casertana che portano a rappresentare un vescovo con ai piedi la "civitas" casertana. 
   
   
conferenza: "La scrittura nel Medioevo: storia ed evoluzione" [Ciro Romano]
La scrittura come mezzo di comunicazione e di trasmissione della memoria ha rappresentato, fino all'evento dello stampa, una forma di espressione in evoluzione. Secondo i momementi storici, i grandi avvicendamenti dinastici o i cambiamenti politici, la scrittura ha subito influenze più o meno sensibili. La scrittura o "le" scritture nel Medioevo: ccritture private, pubbliche, solenni, politiche, religiose, ecclesiastiche, letterarie, ecc. Questo è il punto focale di approfondimento, quali e quanti scritture nel Medioevo, le funzioni specifiche ad esse connesse e loro evoluzione nel tempo.
   
   
conferenza: "Culto micaelico e toponomastica germanica in Irpinia" [Domenico Caiazza]
L'Irpinia, nel cuore dell'Appennino, fu crocevia di popoli e culture, tra questi di Longobardi e Franchi. Il culto dell'Arcangelo, nato in età bizantina, fu accresciuto in quella longobarda.
   
   
conferenza / dimostrazione: "Forme e tecniche di manifestazione del consenso popolare" [Antonio Mongillo]
Un percorso tra le forme e le tecniche di partecipazione "democratica" nel mondo medievale, con particolare riferimento al contesto meridionale delle Università.
   
   
conferenza / dimostrazione: "Assedi in Terra di Lavoro nel 1400" [Francesco Pezzullo]
L'intervento mirerà ad illustrare le tecniche e gli strumenti ossidionali in età medievale. Nel merito, si farà riferimento alla guerra di Alfonso I d'Aragona, volta alla conquista del Regno di Napoli, nella prima metà del 1400, sulla base di descrizioni tratte da fonti coeve. Particolare attenzione verrà data ad alcuni episodi di assedi svoltisi in Terra di Lavoro, quali quelli di Acerra, Aversa, Gaeta, Caivano. La presentazione si avvarrà dell'ausilio di diapositive, nonché di alcuni modellini in scala di macchine ossidionali.
   
   
conferenza / dimostrazione: "Sante e femmine nella musica del Medioevo" [Pietro Di Lorenzo]
La donna ha costituito uno dei temi poetici (e, quindi, musicali) più diffusi nella poesia lirica di tutti i tempi. Nel repertorio musicale, badesse e contadine, sante e peccatrici si alternano nei testi, molto meno nei ruoli cruciali della musica, rarissime le compositrici: tra tutte la santa Hildegard von Bingen e la "donna" Beatriz comtessa de Dia. 
   
   
conferenza: "Storia della musica medievale: le forme e gli stili" [Ida Febbraio]
La conversazione, arricchita da ascolti dal vivo, introduce i partecipanti agli aspetti chiave della musica medievale attraverso esempi concreti, di cui sono illustrate le caratteristiche musicali e strutturali.
   
   

conferenza/dimostrazione: "Il canto liturgico dei Longobardi del Sud" [Elvira Landino]
Il repertorio di canto beneventano costituisce uno degli aspetti del fervore culturale che animò il Ducato Longobardo di Benevento a partire dal VII secolo e giunge sino a noi attraverso una serie preziosissima di codici musicali manoscritti. Esso si formò nei secoli VII ed VIII, ancor prima della diffusione del canto gregoriano e rappresenta un “unicum”, distinto da altri repertori per stile, fraseologia, e per la sua particolare fisionomia i cui caratteri distintivi sono rappresentati dalla costante regolarità e semplicità e dall’utilizzo di piccoli elementi melodici ricorrenti che lo rendono ben riconoscibile.

   
   

mostra: "Gli strumenti del Medioevo e del Rinascimento" [Associazione Culturale "Ave Gratia Plena", Associazione Culturale "Francesco Durante"]
Nei tre giorni di svolgimento dei corsi sarà possibile visitare gratuitamente la mostra di strumenti medievali (viella, organo portativo, oud, tromba marina, tromba retta, tintinnabula, tabor, salterio, dulcimer, schalmei) e rinascimentali (arpa, ghironda, cornamuse, viola da gamba, cornetto dritto, flauti a becco), alcuni dei quali realizzati dai più importanti costruttori italiani (W. Chinaglia, S. Orlandi, M. Salerno, G. Tumiati) e stranieri (Early Music Shop, Moeck).

   
   
conferenza: "Iconografia degli strumenti musicali a Napolii" [Pietro Di Lorenzo]
La conversazione illustra le caratteristiche fisiche, meccaniche e acustiche, degli strumenti musicali raffigurati nelle opere d'arte medioevale sopravvissute in Napoli, in comparazione con altre raffigurazioni presenti in Terra di Lavoro e in Campania.

 

   
   
conferenza: "Produzioni di lusso dall'Oriente" [Pietro Di Lorenzo]
L'Europa medievale, soprattutto nella massima espansione dei regni "barbarici" (cioè tra VI e XI secolo), subì l'irresistibile fascino dell'Oriente. Certamente più conosciuto e consolidato, anche nell'immaginario collettivo dei nostri contemporanei, fu l'influsso culturale e politico di Bisanzio, la capitale dell'Impero Romano d'Oriente, erede diretta e ininterrotta della tradizione classica. Meno noto e, per certi versi, più difficile da intuire fu il potere di attrazione che gli oggetti di lusso di produzioni anche araba (quindi di origine "infedele") ebbero nelle classi elitarie del Medioevo.
 
conferenza: "La ceramica medievale: contributi alla conoscenza dei modi di vita nei secoli di oscura transizione." [Luigi Di Cosmo]
Nel VII secolo d. C. si ha il crollo delle importazioni ceramiche dall'area africana e dei mercati nel Mediterraneo. La crisi susseguente portò all'avvento delle produzioni locali, generalmente utilizzate per nuove abitudini alimentari dovute alle pessime condizioni economiche. Ma partendo dalle produzioni più comuni  gli artigiani, che ormai si adattavano a qualsiasi richiesta di mercato, con l'influsso anche dei ceramisti islamici sperimentarono l'utilizzo di nuove tecniche. Furono prodotti, a parte la ceramica dipinta in rosso, che rappresentava l'eredità delle tecniche romane, i primi rivestimenti in vetrina pesante e poi trasparente con l'applicazione  dei decori a colori diversi, ed, infine, lo smalto. Paradossalmente quelli che sono considerati secoli bui rappresentano per la ceramica un periodo di adattamento ma nel contempo di sperimentazione che porterà a produrre nel basso Medioevo vere e proprie opere d'arte. Anche l'area archeologica di Cubulteria tra VIII e XV secolo è ben inserita  nei mercati regionali.
   
conferenza / dimostrazione: "La pittura al tempo di Celestino V" [Gerardo Del Prete]
Materiali, tecniche, lavorazioni e strumenti che caratterizzavano la pittura nel Medioevo, al tempo di Celestino V: quali colori e come erano realizzati, quali supporti erano usati, etc.
   
   
conferenza / dimostrazione: "Il cantiere nel Medioevo" [Luca Donadio]
Le tecniche e gli strumenti d'uso nei cantieri medievali sono assai varie e, pur nella sostanziale semplicità, ingegnose ed efficienti. Mediante la ricerca iconografica su manoscritti e dipinti coevi, con preciso riferimento al territorio di Terra di Lavoro, saranno illustrate tutte le principali tecniche legate al cantiere medievale. Particolare attenzione sarà dedicata agli aspetti burocratici legati ai cantieri durante il regno Angioino. La dimostrazione guiderà i partecipanti alla conoscenza e alla realizzazione diretta dei principali nodi utilizzati e rappresentati nel medioevo, strumenti indispensabili per realizzare un ponteggio da cantiere.
   
conferenza / dimostrazione: "Sapori orientali nei ricettari del Medioevo" [Patrizia Vertucci]
Anche nella cucina, l'Oriente (arabo principalmente) recitò un ruolo cruciale, sia con l'apporto di colori, odori e gusto delle spezie sia con alcuni accostamenti di ingredienti, documentati dai ricettari del Medioevo europeo.
   
conferenza / dimostrazione: "La cucina medievale: i cibi" [Patrizia Vertucci]
L'attività punta ad illustrare, in due fasi, le fonti più importanti per la cucina medievale, alcune peraltro legate proprio al territorio campano. Nella prima parte, dei piatti principali descritti dai trattati dell'epoca sono presentate le caratteristiche nutritive, la fortuna nella società dell'epoca e la diffusione sociale. Nella seconda parte, i partecipanti realizzeranno una pietanza tipica, il "bianco mangiare".

 

   
   
laboratorio "Bevande e liquidi per il corpo e per l'anima" [Laura Di Giugno]
Acqua, olio, vino: i preziosi liquidi (uno naturale, gli altri due "invenzioni" dell'uomo) furono al centro di tutte le culture del Mediterraneo, sin dalla più remota antichità, da quando l'uomo da raccoglitore / cacciatore divenne coltivatore / allevatore (per completare il quadro antico mancherebbe il latte). Nel Cristianesimo divennero simboli sacri indispensabili alle azioni di "salute" dell'anima, alcuni cruciali e centrali addirittura della Passione di Cristo (acqua e vino), l'olio dei riti in cui la presenza della Spirito Santo deve in qualche modo divenire materiale. Ma mantennero un ruolo fondamente nell'alimentazione e nella "sanità" del corpo.
   
   
conferenza / dimostrazione: "Sacro e profano nella cucina del Medieovo" [Patrizia Vertucci]
Il cibo recita un ruolo cruciale nella vita di ogni uomo. E per la religione cristiana, il banchetto eucaristico è centro e cuore della salvezza, della sacralità. La conferenza propone ricette e regole, stili di vita alimentare santi e peccaminosi, venerabili e deprecabili, angelici e demoniaci. Con assaggio e degustazione!
   
   
laboratorio: "Medicina e farmacopea" [Mario Palladino]
Nel Medioevo l'eredità pratica della medicina antica apre la strada ai primi esempi di teorizzazione delle conoscenze anatomiche e mediche con la nascita delle prime grandi scuole di Salerno, Montpellier,  Padova, mentre, legata alla realtà dei sempre più numerosi monasteri, oltre al fervere degli studi sulle proprietà medicamentose delle piante officinali, si assiste alla nascita delle prime strutture ricettive e assistenziali, gli "hospitales".
   
   
conferenza / dimostrazione: "Il mondo delle spezie" [Laura Di Giugno]
Le spezie ebbero un ruolo cruciale nella civiltà del medioevo. Proprietà organolettiche, nutrizionali e terapeutiche, uso nella cucina, ruolo nella società, commercio e trasporto saranno raccontanti nella dimostrazione.
   
   

laboratorio: "Le ricette di Santa Hildegard" [Vanda Covre]
La farmacopea e la medicina "ufficiali", sin dall'Antichità, furono appannaggio degli uomini, che la apprendevano in contesti accademici (Scuola Medica Salernitana, università di Bologna, Padova, Parigi etc.) e monastici, tramandandole per iscritto. Rarissime furono le donne medichesse, laiche o monache. Personaggi unici, in tal senso, furono Trotula (vissuta a Salerno nel XII secolo) e, soprattutto, Santa Hildegard (monaca benedettina tedesca). Eppure, per contro, nella cultura orale le terapie e le cure furono appannaggio pressoché esclusivo delle donne, per secoli e secoli. Il laboratorio, attingendo dalla pratica orale e dalla tradizione manoscritta, proporrà qualche ritrovato naturale per malanni di stagione e di vecchiaia!
   


conferenza: "Streghe e Sante" [Angelina Imondi]
Nel Medioevo molta  parte della magia popolare era sempre stata praticata da donne, nelle  mani delle quali si trovavano i segreti della natalità - fertilità,  contraccezione, aborto - e alle quali dunque erano affidati molti  segreti della comunità e anche una  parte importante delle pratiche  magiche di una società tradizionale nella quale il rapporto tra nati e  morti doveva sempre rimanere in equilibrio perché ci fosse cibo per  tutti.  Erboriste, ostetriche, pediatre prima di tutto, e poi, certo, anche streghe! Ma anche sante: mistiche, colte, sagge. Sempre e comunque donne!
 


laboratorio: "Calamità naturali e sciagure"[Pietro Di Lorenzo]
I tempi attuali ci sembrano, in misura maggiore rispetto a quelli passati, funestati da cataclismi ed eventi eccezionali di ogni tipo, a breve e media scala temporale (con l'incubo persino delle modificazioni climatiche irreversibili!). Ma è proprio una particolarità dei nostri tempi? E' solo un effetto di amplificazione dovuto alla diffusione delle notizie giornalistiche? Terremoti, eruzioni vulcaniche, frane, alluvioni, precipitazioni e tempeste  meteorologiche, siccità, epidemie etc. sembrano piuttosto una costante del vivere umano sulla Terra, che spesso le ha relazionate con eventi celesti (comete, eclissi, congiunzioni astrali o planetarie). Quanto furono davvero catastrofiche, come erano spiegate, vissute, raccontate e raffigurate all'epoca. E cosa ne sappiamo oggi!!
 




conferenza / dimostrazione: "Contributi arabi alla scienza medievale"Pietro Di Lorenzo]
A differenza di quanto facevano i nostri antenati nel mondo medievale, gli occhi di noi occidentali moderni guardano con aria di sufficienza alla cultura araba, in particolare per le conoscenze scientifiche. Eppure, quella nazione (nata da popolazioni di nomadi abituati alla dura vita in luoghi desertici) scoprì direttamente o tramandò dal mondo indiano (o cinese) alcune conoscenze cruciali per l'evoluzione della conoscenza scientifica e della tecnologia.

   

 

laboratorio: "La danza medievale" [Pietro Di Lorenzo]
Il laboratorio introduce alla danza medievale mediante la presentazione, in sintesi, degli aspetti teorici ricavati dai trattati dell'epoca, e mettendo i partecipanti in condizione di realizzare alcuni balli per il concerto / spettacolo conclusivo.   




laboratorio: "La danza di corte del Medioevo" [Pietro Di Lorenzo]
Il laboratorio consentirà ai partecipanti di apprendere una danza tratta dal "De Arte Saltandi" di Domenico di Piacenza, inquadrandone la ricostruzione filologica nel cotesto della danza cortese del Basso Medioevo.
   




conferenza / laboratorio: "La danza medievale: teoria, prassi ed un esempio" [Pietro Di Lorenzo]
Non si hanno testimonianze scritte di coreografie o descrizioni di passi della danza anteriori ai primi del 1400. L'incontro propone la ricostruzione delle più antiche danze medievali, sulla scorta dell'iconografia e delle descrizioni letterarie coeve e sulle prescrizioni dei trattati di Domenico da Piacenza.     





 

 

laboratorio: "La danza popolare nel Medievale" [Pietro Di Lorenzo]
Sarebbe contraddittorio immaginare che la civiltà popolare del Medioevo abbia potuto lasciare testimonianze "materiali" scritte addirittura di un bene "immateriale" quale la danza. Eppure da un lato l'iconografia dall'altro alcune tracce "sotterranee", presenti tra le righe dei trattati, e, senza riconoscere un eccessivo peso, la prassi attuale della danza etnica, consentono qualche riflessione e una plausibile ricostruzione.  




 

    
conferenza / laboratorio: "La danza del Medioevo tra sacro e profano" [Pietro Di Lorenzo]
Se non l'avessi visto accadere di persona, da curioso della prassi liturgica del cattolicesimo nella storia mai potrei ammettere che alcun celebrante abbia consentito di ballare all'interno di una chiesa nello scorcio del XX secolo che ha seguito il Concilio Ecumenico Vaticano II, tanto distante appaiono la cultura e la funzione "liberatoria" della danza dal contesto rituale, in primis, della liturgia eucaristica. Per questo, non mi sembrano sorprendenti le testimonianze certe di coreografie di danza realizzate nelle chiese del Medioevo.





 

laboratorio: "Il gioco da tavolo nel Medioevo" [Raffaele Bove]
La società medievale era amante del gioco e del divertimento; la conferenza (che  prevede una dimostrazione pratica) propone alcuni dei giochi medievali testimoniati in Terra di Lavoro nel Medioevo, sia in documenti scritti e sia in supporti materiali, illustrandone le regole note dai trattati e invitando i partecipanti a riscoprirne la prassi.





 

 

conferenza / laboratorio: "Divertimenti proibiti: il gioco" [Raffaele Bove]
La società medievale era amante del gioco e del divertimento, anche se spesso questi erano proibiti dalle autorità civili e condannati da quella religiosa. La relazione, con una parte pratica di laboratorio, propone i giochi medievali con alcune testimonianze di quelli documentai in Irpinia, in documenti scritti e materiali, dal Tardo Antico ai primi del 1500, illustrandone le regole note dai trattati e invitando i partecipanti a riscoprirne la prassi.