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Medievalia” 2016

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San Felice a Cancello, Castello Matinale
Il castello cosidetto Matinale è uno dei luoghi medievali della provincia di Caserta che meglio conserva la sua struttura originaria. Nonostante ciò, ad oggi è uno dei meno studiati. Oscura è l'origine del nome Matinale, erroneamente riferito all'uso germanico del dono del mattino seguente la prima notte di nozze, ma più probabilmente derivato dal nome del colle su cui sorge. Del toponimo Cancello si ha notizia storica già dal 958 come casale di Suessula ma senza indicazione di luogo fortificato. Eppure, verrebbe da ipotizzare che, come in altri luoghi del principato longobardo di Capua oggetto di "incastellamento" (si pensi a Calaita-Maddaloni e Casairta, Capua-Sicopoli, Cobulteria-Dragoni etc.) il colle potè essere abitato e forse difeso sin dal X secolo (in forme e modi tutti da indagare con indagini archeologiche ad oggi mai effettuate). La prima citazione è in un documento del 1298 che ne fa risalire l'erezione a Tommaso d'Aquino, conte di Acerra. Incerta è l'identificazione del personaggio: più che di Tommaso, allora III conte di Acerra, dovrebbe trattarsi di suo nonno, Tommaso II, figura di rilievo del regno svevo, che nel 1247 aveva sposato Margherita, figlia naturale dell'imperatore Federico II Hohenstaufen e della nobildonna sveva Richina von Wolfsölden. A tale ipotesi induce la struttura del castello, tipica delle fortificazioni sveve federiciane: pianta rettangolare con torri quadrangolari ai lati. Una quinta torre è posta a difesa di una probabile postierla sul lato verso la valle. Il castello è citato un'ultima volta quando nel 1437 fu occupato dalle truppe del cardinale Vitelleschi e del condottiero Jacopo Caldora. Ma, probabilmente, era già in lento declino già dal secolo precedente (poche sembrano le modifiche e le aggiornamenti difensivi sopraggiunti). Di grande interesse la forma a scarpata trapezoidale della base delle torri (recentemente ipotizzata essere un anticipo della struttura bastionata rinascimentale) e i bugnati angolari in tufo superstiti delle decorazioni delle pareti delle torri.
   
   
Sant'Agata di Puglia, castello federiciano [Pietro Di Lorenzo]
 Si ritiene che sul sito sorgesse il tempio di Artemisiusm sostituito dal culto cristiano dal 592 quando papa Gregorio Magno fece giungere le reliquie della santa catanese. Il colle, probabilmente fortificato, divenne sede di un gastaldato forse sin dal VII sec. ma documentato solo dall'886 (Paolo Diacono, Historia). In età normanna è attestata una rocca fortemente munita (Falcone beneventano) che fu presa da re Ruggero II Hauteville nel 1139. Citata nel Catalogus baronum (1150 ca) nel 1193 fu oggetto di conquista da re Tancredi. Il massimo splendore fu vissuto durante l'epoca sveva quando il castello fu nella disponibilità diretta di Federico II Hohensaufen che ebbe particolare attenzione per il sito. Ancora nella prima epoca angioina il castello fu curato. Poi, lentamente uscì di scena, tanto che non conobbe ammodernamenti difensivi rilevanti. La trasformazione in palazzo baronale avvenne forse già sotto gli Orsini (signori dal 1418) più probabilmente sotto i Loffredo che tennero il feudo dal 1576 fino all'eversione del 1807. La struttura sorge al centro di un recinto fortificato (di aspetto quattrocentesco nelle parti conservate) cui si accede mediante un arco manieristico bugnato recante lo stemma dei Loffredo. Al centro è il mastro quadrangolare in origine rafforzata da torri angolari tra pareti verticali. Alcuni spazi interni hanno conservato le strutture voltate medievali; di grande interesse la cucina forse di età rinascimentale.(P.DiLorenzo)
   
   
Montesarchio, castello [Pietro Di Lorenzo]

Posto a dominio dell’intera Valle Caudina, su un colle isolato ai piedi del Taburno, grazie alla sua posizione il castello di Montersarchio fu per secoli il presidio militare più importante del territorio, centro visivo dei castelli di San Martino, Cervinara, Arpaia e Airola, allo scopo di controllare e presidiare le vie di comunicazione verso l’Ipinia, la Terra di Lavoro e Capua. Forse già usato per scopi militari dai Sanniti, solo dopo la conquista longobarda (571) ebbe probabilmente una prima fase in muratura per la quale la tradizione ricorda il restauro voluto da Arechi II in occasione dell’avanzata di Carlo Magno. Fu l'ultimo presidio longobardo ad arrendersi ai Normanni, nel 1073. La prima citazione documentaria è però solo nel Catalogus Baronum (1150 ca). Pervenuto per dote nuziale col feudo a Rainulfo II Drengot, cognato di Ruggero II, re di Sicilia, fu da quest’ultimo conquistato ed acquisito al demanio regio tanto che Federico II Hohenstaufen ne ordinò il restauro (1241-1246). Infeudato nel 1260 da Manfredi a Giacomo d’Aquino, dal 1278, castello e feudo passarono, ai della Leonessa cui restò (tranne periodi brevi) fino al 1453 quando rientrò nel demanio regio, essendo il conte coivolto nella prima congiura dei baroni. A quest'epoca risale l’assetto della torre circolare e delle mura esterne del castello. Ferrante I Trastamara lo vendette a Carlo Carafa nel 1480, col titolo marchionale ma i suoi eredi lo perdettero per confisca nel 1528, avendo sostenuto i Lautrec, comandante dell’esercito francese di Francesco I nel napoletano contro le truppe spagnole dell’imperatore Carlo V.

Proprio per garantire alla corona il possesso sicuro del castello, fondamentale per il controllo della strada da Napoli verso la Puglia, Carlo V ne investì col titolo di principe Alfonso d’Avalos. Diminuita l’importanza militare del sito, dalla metà del secolo XVI i d’Avalos preferirono abitare un palazzo nella parte pianeggiante del borgo. Nel 1830 lo donarono a re Ferdinando II Borbone che lo adibì a carcere, funzione che mantenne fino 1936. L’intervento borbonico modificò profondamente la struttura antica, medievale e quattrocentesca del manufatto, cancellandone in gran parte le opere originarie, conservandone comunque la memoria storica e materiale essenziale. Il castello di forma allungata per seguire il profilo del colle, ha una corte interna. Vi si accede percorrendo una rampa in pietra, sostituzione dell’antico ponte levatoio: conservano ancora particolari interessanti l’ingresso, col portale guardato da feritoie, e il vano successivo, bell’esempio di utilizzazione delle difese piombanti in un ambiente chiuso. Dell’orginaria costruzione restano tratti delle murazioni rinascimentali, in blocchi calcarei squadrati, nelle cui pareti si aprono, a distanza regolare, le bocche di lupo per la difesa. Meglio conservata è la torre isolata, di forma cilindrica, per la parte più antica, centrale e più alta. Intorno fu eretta forse nella seconda metà del ‘400 la seconda torre, più bassa e concentrica alla prima, dalla possente struttura e dalla grandiosa concezione volumetrica che costituisce una tra le opere più interessanti del periodo aragonese. In corrispondenza dell’ingresso alla torre, fortificato realizzando in pianta una punta lanceolata sporgente dal perimetro circolare esterno, durante il viceregno spagnolo del ‘600 fu realizzata una costruzione semicircolare, destinata al capitano della guarnigione, separata dalla torre da un cortiletto trapezoidale murato. Sede di un l’istituto pedagogico-religioso attivo dal Dopoguerra al 1980, il castello dal 2007 ospita il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino.

   
   
Acerra, castello baronale [Pietro Di Lorenzo]
Principale monumento della città, il Castello di Acerra sorge ai margini del centro storico e, più precisamente, sull’estremità nord del quadrilatero dell’antico impianto urbanistico di origine romana. Esso ospita importanti istituzioni culturali quali la Biblioteca Comunale, la Civica Scuola di Musica ed il Museo Civico articolato in tre sezioni: Archeologica, del Folklore e della Civiltà Contadina, della Maschera di Pulcinella.

Il nucleo centrale del Castello, dalla particolare pianta semicircolare, insiste sui resti di un antico teatro, come testimoniano alcune strutture murarie rinvenuti durante i lavori di consolidamento delle fondazioni eseguiti negli anni ‘80.La costruzione di un edificio difensivo sui resti del teatro romano avvenne, molto probabilmente, ad opera dei Longobardi “…in quest’anno (826 d.C.) Acerra appartenne di bel nuovo ai Longobardi, i quali vi avevano edificato un Castello...” (G. Caporale).

Il complesso, gravemente danneggiato nell’834 d.C. da Bono, duca e console di Napoli, fu ricostruito ed ampliato tra l’XI ed il XII secolo secondo le forme e lo stile dell’architettura normanna. Altri importanti ampliamenti furono eseguiti nel XV e nel XVIII secolo.

Il percorso di visita della sezione archeologica attraversa le parti più antiche dell’edificio permettendo una chiara lettura delle diverse stratificazioni che si sono succedute in più di due millenni di storia. Dagli ambienti voltati settecenteschi si attraversano le antiche scuderie ricavate in un’alta sala a due navate di età normanna per poi discendere una scala a chiocciola posta all’interno del mastio longobardo, fino ad arrivare ai sotterranei dove si possono visitare i resti della scena del teatro romano.

Si tratta di mura del I sec. d.C. realizzate in opus reticulatum ed opus mixtum che insistono su fondazioni di età più antica . Il rinvenimento di alcuni elementi marmorei e di un blocco di tufo su cui sono scolpiti degli artigli di leone, tipica decorazione che ritroviamo anche nei teatri di Pompei e di Pietrabbondante, fanno ipotizzare l’esistenza di un teatro, in questo luogo, già nel II sec. a.C.  (B. Perreca)
   
   
concerto / spettacolo "Cavalieri e monaci nella musica e nella danza del Medioevo" [Gruppo Vocale Strumentale e Danza Antica "Ave Gratia Plena"] in costume medievale e con strumenti copie dell'epoca
Cavalieri e monaci furono figure cruciali per ruolo sociale e potenza evocativa nell'immaginario colletivo. Per questo, anche le arti dello spettacolo più nobili del Medioevo, cioè musica e danza, testimoniano storie di pietà, crudeltà, lussuria, religiosità, devozione legati al guerrieri degli uomini e a quelli di Dio, dal gregoriano alle soglie del Rinascimento.
   
   
concerto / spettacolo "Tra Nord e Sud nella musica e nella danza del Medioevo" [Cappella Vocale e Strumentale "I Musici di Corte"] in costume medievale e con strumenti copie dell'epoca
I contatti del mondo musicale del Meridione d'Italia con la civiltà sonorda del Nord dell'Europa risalgono ai primi decenni della presenza normanna, quando il regno di Sicilia si apprestava ad unificare tutti i territori della Penisola a sud di Roma. Successivamente la presenza della dinastia sveva fu l'occasione per rinsaldare i legami con l'Impero per il  tramite dei trovatori.
   
   
concerto / spettacolo: "Festa di musiche e danza per la corte" [Gruppo Vocale Strumentale e Danza Antica "Ave Gratia Plena"] in costume medievale e con strumenti copie dell'epoca
A chiusura della giornata medievale, il concerto / spettacolo proporrà una vasta selezione di brani (vocali, strumentali e di danza) tratti dai più celebri repertori dal XII sec. al XV secolo, realizzando anche la ricostruzione filologica di alcune danze.
   
   
concerto: "Sapori e bevande nella musica del Medioevo"[Gruppo Vocale Strumentale e Danza Antica "Ave Gratia Plena"] in costume antico e con strumenti copie dell'epoca
In un contesto sociale in cui la fame e la sete segnavano con crudele ineluttabilità, generazione dopo generazione, fasce vastissime della popolazione, il cibo e le bevande, in particolare il vino, entrarono con funzione diversa (sarcastica, satirica, evocativa, simbolica) nel repertorio musicale.
   
   
conferenza: "Via Francigena: truppe e pellegrini" [Domenico Caiazza]
Saranno presentati, i sorprendenti risultati della ricerca (in corso di pubblicazione) condotta su documenti e testimonianze topografiche e toponomastiche sulla cosiddetta via Francigena, a torto interpretata come via dei pellegrini, dei crociati, via "che conduce in Francia", via "Romea".
   
   
conferenza: "Lo svevo Manfredi in Terra di Lavoro" [Francesco Pezzullo]
La relazione ricostruisce alcuni momenti salienti dell'età di passaggio tra il governo svevo e quello angioino (negli anni 1250 - 1266) attraverso la documentata presenza di Manfredi in alcuni luoghi storici di Terra di Lavoro.
   
   
conferenza: "Acerra. Inexpugnata terra" [Francesco Pezzullo]

Nel 1420 il Regno di Napoli era formalmente retto da Giovanna II, priva di eredi e soggiogata al suo amante Sergianni Caracciolo.Gli scontri col papa Martino V e il problema della successione al trono creavano condizioni di instabilità. Il soccorso militare chiesto al re d’Aragona, Alfonso V, e la conseguente adozione a figlio e legittimo successore al trono napoletano, scatenò le ostilità. A reclamare il regno fu chiamato Luigi III d’Angiò, conte di Provenza, nipote di Luigi I già adottato da Giovanna I e re nominale di Napoli. Il conte di Acerra Giovan Pietro Origlia si schierò con l'Angiò, affiancato da Muzio Attendolo Sforza, condottiero del papa. Nel 1421 Acerra fu al centro di uno scontro cruciale perché divenne piazzaforte angioina base per muovere contro la capitale, Napoli, in mano all'aragonese. Ben presto, però, Acerra stessa fu assediata dalle truppe aragonesi di Alfonso affiancato da Braccio da Montone. Dopo circa tre mesi di valorosa e strenua resistenza la cittadella acerrana sarà costretta alla resa, in virtù di un accordo diplomatico.

   
   
conferenza: "L'armatura di un cavaliere. Tra simboli sociali e protezione in battaglia" [Marco Fusco]
L’immaginario collettivo collega il Medioevo con la figura del cavaliere in armatura. L’armatura è stata per lunghi secoli il tratto distintivo dell’aristocrazia militare d’Europa, coprendo sia un ruolo di difesa che di simbolo di status sociale. Analizzando lo sviluppo dell’armamento dei cavalieri normanni, si traccerà una storia del vestiario dei guerrieri fino al XII secolo. Completerà l'intervento la ricostruzione di un momento di combattimento, realizzato dalla Compagnia della Stella.
   
   
conferenza / dimostrazione: "Bottega del pastaio" [Patrizia Vertucci]
Il cibo recita un ruolo cruciale nella vita di ogni uomo. E la pasta, cruciale per la nostra dieta, ebbe proprio nel Medioevo meridionale le sue origini.
 
   
     
laboratorio / dimostrazione: "La taverna" [Patrizia Vertucci, Laura Di Giugno]
Grazie alla ricostruzione basata sullo studio delle fonti più importanti per la cucina medievale, alcune peraltro legate proprio al territorio campano, si potranno sperimentare sapori, odori e bevande descritti dai trattati dell'epoca.
 
   
   
conferenza / dimostrazione: "Bottega dello speziale" [Laura Di Giugno]
Nel Medioevo l'eredità pratica della medicina antica (basata in gran parte sull'uso dei semplici cioè delle erbe officinali) aprì la strada ai primi esempi di teorizzazione delle conoscenze anatomiche e mediche con la nascita delle prime grandi scuole di Salerno, Montpellier, Padova. Contemporaneamente, i monasteri, pratica e teoria sulle proprietà medicamentose delle piante officinali, si tramandavano per secoli nella cura. Le spezie, prodotto di lusso, espressione di cultura e di prestigio, recitarono un ruolo cruciale anche per le cure.
    
   
conferenza / dimostrazione: "Mangiare nel Medioevo" [Laura Di Giugno, Patrizia Vertucci]
L'attività punta ad illustrare, in due fasi, le fonti più importanti per la cucina medievale, alcune peraltro legate proprio al territorio campano. Nella prima parte, si inquadreranno la preparazione ed il contenuto delle ricette  principali descritti dai trattati dell'epoca (anche presentadone le caratteristiche nutritive, la fortuna nella società dell'epoca e la diffusione sociale). Si presenterà anche la descrizione di bevande, le proprietà nutritive e salutari del bere nel Medioevo, sempre confrontando la tra tradizione dei ricchi e potenti sovrani e le necessità dei poveri. Nella seconda parte, i partecipanti assaggeranno una pietanza tipica, il "bianco mangiare" e una celebre bevanda (mulsum).
   
   
conferenza / dimostrazione: "La bottega del pittore" [Gerardo Del Prete]
Materiali, tecniche, lavorazioni e strumenti che caratterizzavano la pittura nel Medioevo, al tempo di Celestino V: quali colori e come erano realizzati, quali supporti erano usati, etc.
   
   

conferenza / dimostrazione: "Astronomia / Astrologia alla corte di Federico" [Pietro Di Lorenzo]
Ancora oggi è frequente trovare qualcuno che confonda astronomia e astrologia: la scienza dell'osservazione dei corpi celesti e l'insieme di pratiche divinatorie che presumono di trarre auspici dai fenomeni celesti al fine di guidare corpo, mente e cuore. Nel Medioevo le due discipline erano identificate. Figura esemplare di astrologo/astronomo fu Michele Scoto, uomo che godè della fiducia e del favore dell'imperatore Federico II. La conferenza / dimostrazione illustra alcuni semplici metodi per osservare il cielo notturno, ne racconta le storie e gioca ad utilizzare questi elementi per creare la suggestione delle conoscenze irrazionali.

 

 

 

conferenza/dimostrazione: "Chierici e cavalieri: mondi cavallereschi e religiosi a confronto" [Marco Fusco]
Nei secoli centrali del Medioevo la cultura ed il potere amministrativo erano ad appannaggio di due sole classi: la cavalleria ed il clero. Si analizzerà il rapporto tra cavalleria e clero così come è espresso nella produzione cavalleresca per eccellenza: le chansons de geste.
Il mondo cavalleresco rappresentato nelle chansons de geste appare chiuso nei suoi ideali e nel suo stile di vita, ed estremamente lontano da quello clericale. L’integrazione dei due mondi è infatti possibile e ben accetta solo quando un membro del clero, come Turpino, penetra la sfera cavalleresca condividendone gli ideali e i comportamenti; di contro, un cavaliere che entra nel mondo clericale, come Guglielmo, appare incapace di abbandonare i propri valori e prerogative per abbracciarne di nuovi. Completerà l'intervento la ricostruzione di un momento di combattimento, realizzato dalla Compagnia della Stella.
   
   

 

 

laboratorio / dimostrazione: "La danza medievale" [Pietro Di Lorenzo]
Il laboratorio introduce alla danza medievale cortigiana mediante la presentazione, in sintesi, degli aspetti teorici e pratici così come sono ricavati dai trattati dell'epoca. In essi si evidenzia il ruolo delle regole e la necessità di disciplinare e addestrare il perfetto cortigiano anche al movimento armonioso del corpo (e della mente) attraverso la musica e la danza.   

 

 

conferenza: "Culto micaelico e territorio" [Pietro Di Lorenzo]
L'apparizione dell'arcangelo Michele (nel 490 d.C. la prima delle tre) e la consacrazione della grotta del Gargano rese materiale e tangibile la presenza dell'entità soprannaturale già nota al mondo ebraico e quindi a quello cristiano per la citazione, rispettivamente, nel libro di Giuda ed in quello di Daniele (Vecchio Testamento) e nell'Apocalisse (Nuovo Testamento). Il ruolo militare di Michele affascinò la cultura longobarda che lo riconobbe come santo titolare della nazione. La titolazione all'Arcangelo di chiese e grotte del territorio meridionale, specie nell'area appenninica, è testimonianza viva dei quasi sei secoli di dominazione longobarda.
   


 

laboratorio: "Giochi di taverna" [Raffaele Bove]
La dimostrazione pratica propone alcuni dei giochi da tavolo (quelli meno intellettuali, quali i dadi) testimoniati nel Medioevo, illustrandone le regole ed invitando i partecipanti a riscoprirne la prassi.